Sono Cristina. Fashion blogger. Da sempre amo la moda e tutto ciò che è eleganza. Ma non sono una vera e propria fashion addicted. Mi piace potermi esprimere attraverso abiti e accessori. Come? A modo mio… Perché, secondo me, “moda” non è omologazione. Anzi. Deve rappresentare una via di fuga dal main-stream, con gusto e classe. Ovviamente! 🙂

Storia di una fashion blogger

CristinaTutto cominciò con loro, le Barbie.

Correvano i primi anni ’80 quando misi le mie manine su quelle donnine bionde e perfette, tutte da vestire e svestire. Ne collezionai almeno una dozzina, a metà delle quali tagliai i capelli (del resto così fan tutte), e misi insieme più di duecento vestitini tra originali, cuciti dalla mamma e dalla nonna, scambiati e – sì, lo ammetto – anche arraffati furtivamente nei rari momenti di distrazione delle mie care amichette.

Giunse poi un ambito dono natalizio per bambine couturier, la favolosa “Maglieria Magica”, un arnese per future magliaie dalle grandi promesse e dai risultati opinabili. Ebbe almeno il merito di svelarmi e imprimere nella mia memoria il concetto di “tubolare” perché oltre a lunghi tunnel di lana, non riuscii mai a fare.

Mortificati i miei sogni sartoriali, pensai bene di dedicarmi al disegno. Passai quindi all’idea di diventare anch’io una famosa stilista e di mettere la mia creatività a servizio nientemeno che di Laura Biagiotti. Con l’aiuto del complice zio, inviai alla nota casa di moda italiana i miei bozzetti (li conservo ancora) con la mia coraggiosa offerta di lavoro che incassò un meritato e clamoroso insuccesso.

Venne anche per me l’età delle riviste patinate e le mie ambizioni professionali non poterono che virare nel giornalismo, impegno giovanile affossatosi rapidamente in favore di ripetute ripetizioni di matematica.

Peraltro, non aiutava un morbido fisico da adolescente che mi impediva di entrare in possesso e strizzarmi nei bei vestiti delle modelle e delle amiche più in vista, nonostante tutti gli sforzi profusi per convincere la mia principale finanziatrice – la mamma – che gli abitini attillati possedevano la contro-intuitiva proprietà di snellire qualsiasi silhouette, “anche la tua mamma”.

Dopo anni e anni di sofferenze e frustrazioni, di gonne larghe e lunghe, di magliette larghe e lunghe e di cappotti larghi e lunghi, decisi che la moda, in fin dei conti, ero io e cominciai a maturare il mio stile personale, classico, sobrio e dai dettagli originali.

Ma i sogni da bambina – la dilagante singletudine da ricerca del Principe Azzurro lo dimostra – sono duri a morire e perciò eccomi qui.